Sulle tracce dei

ghiacciai...







Gli oceani e i mari formano un unico, immenso serbatoio che si estende in continuità su tutto il globo. Le acque continentali sono interne ai continenti e formano serbatoi diversi e ben identificabili. I ghiacciai, i fiumi e i laghi, sono elementi ben noti dei nostri paesaggi. Le acque sotterranee, sono quelle non direttamente osservabili ma di grande importanza. 

Un ghiacciaio è una massa d'acqua allo stato solido e, si muove sotto la spinta del proprio peso. Il ghiaccio che costituisce un ghiacciaio, non ha origine dall'acqua allo stato liquido ma dalla neve. I cristalli si assestano, si compattano sotto la pressione degli strati sovrastanti e, si trasformano in granuli di ghiaccio. In particolare, la condizione necessaria ed indispensabile perchè si formi un ghiacciaio è il limite delle nevi perenni. Rappresenta la quota al di sopra della quale la neve caduta nella stagione fredda non fonde completamente durante la stagione calda. Non subendo conseguenze con le escursioni termiche stagionali, man mano si accumula di anno in anno e costipando sempre più, la neve perenne crea questi accumuli noti, appunto, come ghiacciai. L'accumulo annuale di neve che si  trasforma in ghiaccio è definito alimentazione. La perdita di ghiaccio  per fusione, valanghe o crolli è definita ablazione. Così, i due elementi morfologici che definiscono un ghiacciaio sono: il bacino collettore (zona di alimentazione)e, il bacino ablatore (in cui si ha la fusione). Il fronte, è la parte terminale. Questi elencati, sono elementi fondamentali che possono aiutarci a studiare l'evoluzione del ghiacciaio nel tempo. Il ghiacciaio, infatti, sebbene sembri essere una massa compatta, stabile e immutabile, in realtà si muove regolarmente sotto l'azione della gravità. Il lento movimento è dovuto al suo stesso peso. Lo strato alla base del ghiacciaio, in prossimità del suolo è potenzialmente fuso. Gli strati di ghiaccio sovrastanti, esercitano una forte pressione, che favorisce il passaggio allo stato liquido. Anche il costante flusso di calore della Terra facilita la fusione dello strato inferiore. Il cuscinetto di acqua e ghiaccio, agisce da lubrificante e consente lo spostamento del ghiacciaio per scivolamento. Studiare il loro comportamento ci aiuta a comprendere come i ghiacciai vengono considerati i principali indicatori delle variazioni climatiche, di cui si parla tanto e, che sono provocati dal surriscaldamento globale del pianeta. 

Il clima

Il clima della Terra è sempre cambiato. In milioni di anni, si sono susseguiti periodi più caldi e periodi  più freddi, passando per ere glaciali e periodi interglaciali e, gli storici ritengono che molta della storia della civiltà sia stata determinata proprio dalle condizioni climatiche. Oggi, stiamo sicuramente vivendo un nuovo cambiamento di cui  fatichiamo a capire i meccanismi e le ragioni ma, ne vediamo i segnali. Dalla Rivoluzione Industriale ad oggi, la concentrazione di gas serra, di cui il principale è la CO2 (anidride carbonica), è aumentata in modo consistente. Questo è essenzialmente il risultato dell'aumento esponenziale dei consumi energetici e del nostro modo di produrre energia, attraverso la combustione di fonti fossili. Nel 2001, il consumo di combustibili fossili era 4,7 volte quello del 1950. 

Aumento della temperatura del pianeta

La temperatura media globale della Terra, a partire dalla fine del 1800, è aumentata di un valore compreso tra 0,4 °C e 0,8 °C. Questo innalzamento interessa la superficie terrestre così come quella del mare e quella dell'atmosfera. Una delle conseguenze è la diminuzione dell'estensione dei ghiacci antartici, artici e nelle principali catene montuose mondiali, soprattutto nell'emisfero Nord del pianeta. 



Riscaldamento dell'Antartica, per decade dal 1957 al 2006. 


L'immagine è generata dai dati satellitari unitamente a quelli forniti da stazioni meteo. Il rosso scuro mostra l'aumento della temperatura della regione, quello più chiaro è il settore meno interessato dal riscaldamento. Il bianco, indica le zone in cui, ancora, non si è avvertito alcun cambiamento. 
Dal 1912, si stima che la copertura nevosa delle principali catene montuose sia diminuita dell' 82%. Se il trend continuasse, i ghiacci del Kilimangiaro (foto in alto) scomparirebbero entro i prossimi 15 anni. Aldila della domanda : "Se volessimo, saremmo in grado con le fonti energetiche alternative, di risanare in 15 anni quello che è stato distrutto in un secolo?". Tanti problemi, incluso quello della riduzione dei ghiacciai, possono rappresentare concretamente spunti per lavorare.  Nel cercare qualcosa in rete, a supporto di questo articolo, mi sono imbattuta in una pagina web, molto interessante che fornisce un contributo importante allo studio dei ghiacciai da parte dell'Associazione Macromicro e del loro lavoro "Sulle tracce dei ghiacciai", dal quale impropriamente ho preso il titolo. L'ho fatto perchè queste parole riassumo esattamente il due cose: 
La prima,  che dei ghiacciai sono rimaste solo le tracce e, il motivo lo abbiamo esplicato in maniera abbastanza esaustiva all'interno dell'articolo;
la seconda racchiude il senso dell'attività che fotografi professionisti e esponenti di Comitati scientifici si sono preposti, nel portare avanti questa iniziativa.
Con la fotografia ormai condividiamo tutto tutti. E' di facile divulgazione e, con la strumentazione che si ha a disposizione oggi, anche le immagini più "amatoriali" sono di ottima definizione e ci aiutano a divulgare facilmente, attraverso i tanti "social networks" anche gli aspetti didattici di fenomeni immortalati e diffusi in rete. (Cit. dell'Associazione dal sito web)....."Le spedizioni sulle catene montuose, per eseguire misure glaciologiche e realizzare il confronto tra immagini scattate ogni volta dallo stesso punto con quelle fatte dai primi esploratori (nello stesso periodo dell'anno) del '900, forniscono dati utili per l'analisi dello stato di salute dei ghiacciai (anche l'immagine a fianco al titolo viene dalla home del sito Macromicro)....In Alaska i ghiacciai si sono ridotti di ben 15 Km negli ultimi 100 anni e,  il loro ritiro ha determinato l'aumento del livello del mare di un centimetro. Grazie a questo lavoro, il malessere sarà evidente agli occhi di tutti!.....

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